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ARTRIDE REUMATOIDE: NUOVI DATI SU EFFICACIA RITUXIMAB
(Ott 2009) I pazienti affetti da artrite reumatoide, trattati con rituximab, monitorati ogni sei mesi e sottoposti a un nuovo trattamento se non sono in remissione, mantengono un controllo ottimale della patologia e potenziano al massimo la loro risposta.
E’ quanto emerge dai nuovi dati presentati al congresso annuale dell’American College of Rheumatology a Philadelphia.
Nello studio sul ritrattamento i pazienti che sono stati ritrattati a 6 mesi hanno mostrato meno episodi di riacutizzazione dell’artrite reumatoide, un miglioramento delle funzionalita’ motorie (valutati tramite l’Health Assessment Questionnaire - Indice di Disabilita’) e un ulteriore miglioramento dei sintomi rispetto ai pazienti trattati a discrezione del medico quando il numero di articolazioni dolenti e tumefatte era almeno otto.
“Ora, per la prima volta, abbiamo la prova che il ritrattamento con rituximab, somministrato ogni 6 mesi, allo scopo di raggiungere l’obiettivo terapeutico, ci permette di controllare in modo efficace l’attivita’ della malattia, dando ai pazienti la possibilita’ di mantenere la loro normale funzionalita’ senza aver timore di una riacutizzazione del dolore o dei sintomi debilitanti”, ha detto Paul Emery, professore di Reumatologia presso il Leeds Institute di Medicina Molecolare, Universita’ di Leeds, UK e membro dell’American College of Rheumatology.
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